Il nome di Porcari comparirebbe per la prima volta in un documento del 30 aprile 780, quando tre nobili longobardi — Gumberto, Ildiberto e Gumbardo — lasciarono Calci per stabilirsi a «Porchari»: l’etimologia più accreditata lo lega al latino porcus, forse per l’allevamento suino nei boschi della zona in epoca romana. Nel X secolo la località era una tappa della via Francigena, citata come «Forcri» nell’itinerario dell’arcivescovo Sigerico di Canterbury.
Un castello del XII secolo, sede della famiglia dei Porcaresi, sovrastava il borgo; nel Trecento il territorio fu teatro della battaglia di Altopascio (1325) tra Lucca e Firenze. Solo nel 1913 Porcari ottenne l’autonomia amministrativa da Capannori, di cui fino ad allora era stata frazione.
Nell’Ottocento e nel Novecento la piana lucchese sviluppò una solida vocazione cartaria: Porcari entrò a far parte del distretto cartario di Lucca, e nel 1966 la famiglia Pasquini vi trasferì la produzione della Cartiera Lucchese, oggi sede storica del gruppo Lucart, tra i protagonisti europei della carta per uso igienico-sanitario.